Un rientro con gusto tra Emilia Romagna e Trentino Alto Adige

Da quando l’azienda dove lavoro mi ha confermato le ferie, non riesco a non pensare al mio ritorno in Italia.
Dopo un anno in Portogallo, eccomi varcare nuovamente il confine!
E se una parte di me muore dalla voglia di riabbracciare parenti e amici, l’altra non fa che pensare a quali ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie e macellerie voglia rivedere!
Mi sono presa la libertà, quindi, di fare una lista consigliandovi le mete gastronomiche previste nel mio rientro interposte ad una visita a parenti e l’altra.
Tappe obbligatorie in Emilia (la maggior parte) e in Trentino Alto Adige.
Iniziamo da Parma e dintorni.

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Ci abbiamo provato. E qualcosa di decente si trova anche a Lisbona, non si può negare.
Ma niente è come il gelato artigianale di questa gelateria: materie prime di qualità ed eccentricità di accostamenti e gusti ne fanno un sogno che porti con te espatriando, perchè sai che non sarà mai sostituibile.
Ingredienti di stagione e ricette della tradizione emiliana si fondono senza soluzione di continuo, per darti una prova concreta della perfezione che possa raggiungere la tecnica e la conoscenza delle materie prime.
Non dimenticate il lambrusco a tutto pasto. 
Si tratta di una pizzeria d’asporto della peggior specie per quanto riguarda il locale: freddo, asettico, senza personalità.
Ma non essendo qui per mangiare il locale, rimarremo indecisi tra i tre impasti proposti come grani antichi di Parma e di Sicilia o il tradizionale impasto semi-integrale.
Questo è solo il primo scoglio nell’indecisione, perchè la farcitura ruberà almeno altri venti minuti.
La mia preferita?
Cipolriccia: fiordilatte, porchetta Ariccia IGP, cipolle rosse in agrodolce e pomodorini confit .
Non serve precisare che la lievitazione dell’impasto è lenta e che viene utilizzato Lievito Madre.
Senza titubanze entro e ordino una porzione di cavallo pesto tal quale.
Non gli hamburger, non il carpaccio. Solo cavallo pesto, puro, nature.
Lo porto a casa, lo adagio su di un letto di rucola e lo innevo di parmigiano reggiano, olio e pepe nero macinato al momento.
Non ditemi che ci sono pesti di cavallo migliori. Li ho provati tutti e le mie papille gustative fanno la ola solo con questo.
Non perdetevi il cappuccino e i cornettini con la crema pasticcera.
Vicino alla mia zona d’origine l’unico posto che davvero ho voglia di visitare è in Val di Non:
Le verdure vengono direttamente raccolte dall’orto ubicato a fianco del bel porticato in legno che ripara i tavoloni dal sole.
Oltre l’orto, dal tavolo dove gusti i piatti tipici, senti grugnire i maiali, allevati per la produzione di affettati che oserei dire divini.
La formula del km 0 in questo caso è vincente, riuscendo ad essere palese in tutti i piatti la freschezza dei prodotti.
Non dimenticate di pasteggiare anche qui con un buon vino locale.

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