Sunshine Blogger Award… grazie del riconoscimento!

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“Ma che ci passi a fare ore sui social, se alla fine ciò che risulta è un’interazione con uno schermo del pc o cellulare?!”

Scommetto che una buona parte dei nostri amici la pensa così. Scrivere su un blog, avere un profilo Instagram, è visto spesso come qualcosa di sterile, fine a se stesso, senza una connessione con il mondo reale. E invece vi posso garantire che un collegamento c’è: avendo a che fare con un blog e col mondo dei social, si entra a far parte di gruppi tematici di scambio opinioni e idee – nel nostro caso tema travel ed expat – e si vengono a stringere amicizie, magari all’inizio solo virtuali, che arricchiscono sicuramente lo scambio culturale.

E questo è ciò che è accaduto in occasione del SUNSHINE BLOGGER AWARD

DI COSA SI TRATTA?!

No, non siamo agli oscar dei blog, nessuna giuria decorata. Ma il premio è ancora più importante proprio perché assegnato senza che si voglia intenzionalmente partecipare a un concorso: in pratica, si viene nominati spontaneamente da uno o più blogger e si risponde alle 11 domande ricevute insieme alla nomination; successivamente, si nominano a propria scelta altri 11 blog e gli si pone altre 11 domande. E’, insomma, un riconoscimento spontaneo nel mondo dei blogger per i contenuti originali e ricchi del proprio blog; un’opportunità per conoscersi e per far conoscere blog emergenti che si distinguono per caratteristiche e contenuti.

Devo dire che è stato un grande piacere ricevere non una, bensì due nomination da due blogger che stimo parecchio: Anna di Posh Backpacker – travel light and make it simple e Antonella di Otravèl – un altro viaggio


LE REGOLE

Bene, se anche tu hai ricevuto la nostra nomination, mettiti pronto a seguire queste semplici passaggi e diamo inizio a questo scambio:

  • Ringraziare il blogger che ti ha nominato nell’apposito post dedicato al Sunshine Blogger Award e scrivere il link del suo blog;
  • rispondere alle 11 domande che il blogger ti ha posto;
  • nominare 11 nuovi blog che vuoi che ricevano l’award e scrivere 11 nuove domande per loro;
  • informare i Blog prescelti tramite un messaggio privato;
  • elencare le regole e mostrare il logo di Sunshine Blogger Award nel tuo post e/o sul tuo blog.

LE DOMANDE RICEVUTE
, un mix tra quelle di Antonella e Anna.

Dato che il nostro è un blog multi-autore, ogni risposta ha la sua autrice, per scoprire ancora di più sulle nostre WanderGirls:

1. Com’è nata l’idea del Blog?
Fiorenza Parsani

WanderGirls Italia è nato dalla mia passione per i viaggi e per le attività digitale in genere. Con il mio trasferimento a Melbourne ho voluto fare squadra e a poco a poco  il blog è diventato una comunità di donne italiane expat. E’ ora uno spazio fatto di storie e di consigli per affrontare al meglio la vita in terra straniera come expat e di avventure alla scoperta dei luoghi nel mondo che chiamiamo casa.

2. Dove avete/hai fatto il tuo/vostro primo viaggio all’estero?
Giorgia Tedeschi

Indimenticabile: gita del quarto anno di scuola superiore. Eravamo la classe “sfortunata” perché, fino a quel momento, avevamo viaggiato solo in Sicilia, quando all’improvviso saltò fuori l’opportunità di uno scambio culturale in Spagna, con base Santiago de Compostela, e per ricompensarci la durata sarebbe stata di 14 giorni. Un’eccitazione inspiegabile: la sera prima di partire guardavo le valigie e non avevo minimamente idea di come fare entrare tutto. Il fermento era misto a un leggero timore, visto che non sono mai stata una fan dell’aereo, e qualche giorno prima ero andata al cinema a guardare il primo film della serie “Final Destination” senza sapere di cosa parlasse: solo una volta seduta sulle poltrone scoprì che il film iniziava proprio con un incidente aereo di una classe in gita (mannaggia a me! J). Ma presto le ansie lasciarono spazio all’emozione e si partì in volo per quei 15 giorni che sembrarono eterni: soggiornammo non nel classico hotel per scolaresche, bensì presso famiglie locali, e sebbene all’inizio ognuno di noi fosse spaesato, questo ci ha sicuramente permesso di godere a pieno delle tradizioni e usanze locali. L’intensità di quei momenti era sicuramente incrementata dal fatto di essere un gruppo di adolescenti, alle prese con i primi amori, le prime insicurezze, le prime uscite in discoteca (grazie professori, se state leggendo, che ci avete lasciato godere la serata da soli). E’ stato un viaggio pieno, pieno a mille: come dimenticare le mille pose stupide per le foto tra amici (altro che moderni selfie col broncio!); quella finestra della casa dove soggiornavo che si apriva su una valle incantata, con tanto di ponte di legno, uccelli che cinguettavano e foreste sullo sfondo; il mitico Puente de Rande: rimasi talmente affascinata da quella struttura che, una volta tornata, la mia corrispondente in Spagna mi inviò un poster; quell’unica giostra che animava le serata del paesino dove stavo e che, agli occhi dei locali, appariva come qualcosa di unico; quell’ingrediente che metteva la madre della mia corrispondente in quel panino che non ricordo purtroppo cosa fosse, ma che sono sicura se potessi assaggiare domani riconoscerei al volo; come scordare anche il cibo peggiore mangiato in vita mia, ovvero il cocido e il caldo gallego: un intero maiale fatto cuocere in pratica con verdure intere e poi servito, di cui non sono riuscita a mangiare (nonostante io mangi anche il legno) neanche due cucchiai; e aggiungo anche i 250€ di roba dimenticati in aeroporto, che non ho mai menzionato ai professori per vergogna. Insomma, in quel viaggio sono stata io: curiosa, emozionata, allegra, sorridente, sbadata, sincera. E adesso che ne scrivo, ho un’immensa voglia di tornarci!

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3. Quando vedi un aereo in cielo che cosa pensi?
Emilia Vivalda

Quando vedo passare un aereo in cielo, ci trovo sempre qualcosa di romantico e poetico. Non il solito “romantico”, ma uno più profondo e viscerale.
Quando vedo passare un aereo guardo in alto come una Bambina che vede un gelato, come un cane guarda la pallina aspettando che venga lanciata, come una persona innamorata che osserva il suo amato: uno sguardo puro e sognatore.
Mi è sempre piaciuto immaginare la vita delle altre persone, e cercare di capirle senza conoscerle, quindi ogni volta che vedo un aereo penso a quante persone possano esserci sopra e quale sia la loro destinazione e motivo del viaggio, se vanno in vacanza, se tornano a casa, se partono per affari, se magari hanno una relazione a distanza e vanno ad incontrare la persona amata, o forse hanno appena lasciato la propria famiglia e sono infelici. Chi lo sa.
Ma ogni volta che ci sono io su quell’aereo, nonostante sia il millesimo volo, ho sempre quell’emozione di chi sta partendo, quelle farfalle nello stomaco. Le stesse che provavo da piccola la sera prima di una gita scolastica. L’unica ansia che si può definire bella, non a caso penso che il miglior augurio che si possa fare sia “buon viaggio”.
Per questo mi piace guardare un aereo in cielo, è bello pensare alle emozioni che provano le persone sospese lassù, è qualcosa che ci dà la speranza, che ci fa sentire umani e che ci fa tornare un po’ bambini.
Scontato aggiungere che ogni volta che vedo un aereo passare, penso che ci vorrei essere io lassù e partire per nuove mete e provare quelle emozioni “da aereo”. Sarà proprio per questo che l’unico tatuaggio che ho, è un piccolo aereo sulla gamba. Buon viaggio viaggiatori…

4. Qual è stato il viaggio che più ti ha sorpreso positivamente, sul quale non avevi aspettative e invece si è rivelato essere meraviglioso? Raccontami.
Laura Mariani

Probabilmente mi avrete già sentito menzionarlo, ma essendo stato il mio primo viaggio in un paese extraeuropeo e allo stesso tempo un’esperienza che mi ha cambiato la vita non posso che rimenzionarlo in questa risposta: si tratta della gita che feci in 4° liceo in Tunisia.
È un viaggio di molti anni fa, quando viaggiare non era ancora una delle mie passioni e a un’età in cui le aspettative non erano speciali, se non quelle di una qualsiasi gita di classe, ovvero divertirsi e ancora divertirsi. Queste aspettative erano, però, un po’ smorzate da alcuni timori: dopo alcuni avvenimenti storici/politici c’era un po’ di paura nel viaggiare in paesi in prevalenza musulmani e la Tunisia aveva allora un governo dittatoriale.
Per fortuna la paura non vinse: fu un viaggio meraviglioso!
Con la spesa di un weekend a Firenze abbiamo girato la Tunisia per una settimana, alloggiando in alberghi di lusso che, data la bassa stagione, erano tutti a nostra disposizione.
Scoprimmo i mille volti di questo paese: Sidi Bou Said, tutto bianco e blu, che si affaccia sul Mediterraneo e le carovane di beduini sui loro cammelli nel deserto a Dopo; le case troglodite nelle grotte dove fu girato Guerre Stellari a Tozeur e i resti della storica Cartagine; i vicoli delle medine con i forti odori di spezie e le montagne con gole e cascate a Tamerza; la moderna città di Tunisi e le sue moschee e le officine dei tappeti fatti a mano; l’isola di Djerba e l’anfiteatro di El Jem. Ed oltre a tutto ciò, il clima mite (era a marzo) e i disponibilissimi e gentilissimi tunisini che abbiamo incontrato strada facendo.
Quella che doveva essere una semplice gita di classe si è rivelata il viaggio che mi fece iniziare ad amare l’Africa, amore che continua a durare.
Non posso, quindi, che ringraziare il preside e professori che ci accompagnarono per non essersi arresi alle paure e spero che la Tunisia possa trovare pace per tornare ad accogliere nuovi viaggiatori e farli sognare come fece con me.

5. Vincete 1000 euro per un weekend per 2 – che meta scegliereste?
Paola La Torre

Partirei alla ricerca dell’aurora boreale. Credo sia uno di quegli spettacoli che il nostro pianeta ci dona e che valga assolutamente la pena di essere visto. Andrei subito in Danimarca, nell’arcipelago delle Isole Faroe, e da lì cercherei, con il tempo a disposizione, di viaggiare il più possibile tra la Norvegia, la Finlandia o la Svezia. La calma e la natura di questi luoghi mi affascina da sempre e sarebbe “la perfetta scusa” per poter passare un week end immersi in un’atmosfera tanto diversa dalla grande città dove vivo.

6. Quale sarà la tua/vostra prossima meta?
Alice Guasco

Da quando io e mio marito viviamo all’estero, ogni volta abbiamo il conflitto interiore se tornare in Italia a visitare i nostri cari o farci una vacanza in un posto mai visto. Per il prossimo viaggio abbiamo deciso di fare un compromesso, selezionando una meta che sognavamo da tempo che è anche facilmente accessibile dai nostri genitori. Il nostro prossimo biglietto aereo sarà per…l’ISLANDA! Il piano è quello di fare un trekking con mia mamma nell’area chiamata Landmannalaugar (beh, dopo esserci ripresi dal fuso orario), per poi passare qualche giorno a Reykjavik coi genitori di mio marito. Sono molto emozionata perché` il trekking è stato nominato da National Geographic tra i 20 migliori al mondo, immerso in paesaggi resi unici da sorgenti di acqua calda, montagne multicolore di riolite e distese di lava. Nella pianificazione mancano ancora i dettagli e non voglio svelarvi troppe cose per ora. Non vedo l’ora di portarvi con me in questa avventura e scrivere un articolo per raccontarvi tutte le emozioni vissute, sarò i vostri occhi per farvi scoprire questi luoghi.

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7. Dove trovi ispirazione per le tue mete?
Chiara Santevecchi

L’ispirazione viene in molti modi. Può essere un articolo sul National Geographic, un video o una foto visto su un gruppo Facebook, o semplicemente una curiosità che porto da anni. Come il mio ultimo viaggio (Jamaica) che proviene dai racconti di viaggio di mia mamma di anni fa.
Una delle prime cose che mi colpisce sono i colori dei paesaggi, le persone, i vestiti. Secondo sono le musiche, che mi fanno iniziare ad immaginare come sarebbe lì. Ultimamente ho sentito canti cantati da Peruviani, e la mia testa ha cominciato a vagare. Penso uno dei miei prossimi viaggi prevederà un salto sul Machu Picchu!

8. Quale viaggio vi ha deluso e perché?
Silvia Spicca

Con delusione si intende una sensazione di disagio o tristezza provocato da un risultato contrario alle speranze o previsioni.
Smog, turismo invadente con annesse attrazioni turistiche create ad hoc, immondizia presente ovunque, cemento degli hotel che percorrono la spiaggia fino a buttarsi in mare, ristoranti russi con cibo russo per turisti russi; e ancora rumore assordante e costante, traffico, odore di fogna che si mischia all’odore di discarica a cielo aperto e a gas di scarico delle vetture: questa realtà ha preso a testate tutti sogni e tutte le fantasie che avevo creato relative al Vietnam di natura incontaminata, spiagge da sogno, tradizioni antiche custodite e tramandate.
Ho percorso questo paese da nord a sud chiedendomi costantemente chi me lo avesse fatto fare. Non nego che lo sciame di motorini sia un fenomeno affascinante da osservare (tenendo presente che spesso viaggiano in sette con carichi che vanno dal materasso, a neonati, a biciclette o animali vivi); per me, però, questo non è stato sufficiente per lenire la delusione di un viaggio che voleva essere cultura e natura.

9. Il viaggio più bello del 2018
Mariarosaria Papale

Il viaggio più bello del 2018 è stato sull’isola di Palma di Mallorca dove ho trascorso una settimana stupenda all’insegna del relax sulla spiaggia di Es Trenc, penso tra le più belle delle Isole Baleari.

10. Le tre cose che non devono mancare nella vostra valigia
Morena Vagnoni

1) Caricabatteria per il cellulare, soprattutto perché non avendo la reflex ho bisogno di scattare foto;
2) ciabatte da bagno/camera per evitare i funghi visto che non soggiorno negli hotel dove sono incluse;
3) spazzolino da denti per evitare di perdere tempo appena atterro a cercare un supermercato.

11. Qual è il mare più bello che hai visto?
Laura Baileni

L’oceano pacifico visto da Nanaimo, Vancouver Island. a Seconda della marea decide lui se darti km di spiaggia o a malapena un pezzettino dove sederti. Immenso ti mostra le isole intorno e le montagne dietro. Ho vissuto lì un anno e ogni volta che potevo attraversavo la foresta e mi catapultavo a guardarlo come si guarda con ammirazione un quadro dove più guardi, più noti sfumature nuove.


LE NOSTRE DOMANDE
  1. Qual è la prima cosa che metti in valigia prima di partire per un viaggio?
  2. Preferisci organizzare nel dettaglio il programma di viaggio o decidere tutto all’ultimo momento?
  3. Qual è la tua meta da sogno?
  4. Qual è stata l’esperienza più assurda (rispetto alla nostra cultura) vissuta in una delle tue destinazioni?
  5. Ti piacerebbe un giorno viaggiare verso la luna?
  6. Quando prepari un viaggio, stai attento/a più al budget o alla comodità?
  7. Quali souvenir acquisti nei tuoi viaggi?
  8. Qual è, tra quelle che hai visitato, la meta che consigli assolutamente per un weekend?
  9. Qual è la specialità culinaria assaggiata durante i tuoi viaggi che vorresti saper cucinare o che magari hai già provato a riproporre?
  10. Usi lo smartphone o la fotocamera per scattare le tue foto di viaggio?
  11. Vedi un futuro lavorativo nella tua attività di blogger?

LE NOSTRE NOMINATIONS

Eccoci…

Dopo una difficile scelta, le nostre 11 nomination coinvolgono i seguenti blog. Vi consigliamo di esplorarli perché sono ricchi di contenuti interessanti!

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