Sotto l’hijab: essere donna in Medio Oriente

Medio Oriente - WanderGirls italia

C’è stata una volta in cui ho davvero desiderato indossare un’abaya: coprirmi da capo a piedi, volto compreso.

Mi trovavo nel deserto, in mezzo ad una tempesta di sabbia con 45 gradi.

Se non avete mai provato la sensazione dei granelli di sabbia che graffiano la pelle e del vento bollente che vi entra in gola, non potrete mai davvero capire l’utilità di un’abaya.

L’abbigliamento è una questione culturale e se vivi nel deserto non potrai far a meno di coprirti.

L’abaya è classicamente nera, mentre la kandura – il vestito tipico maschile – è in toni chiari.

Un’amica italiana una volta imputò questa differenza cromatica al  desiderio maschile di far soffrire le donne (“50 gradi e si vestono di nero?”).

La spiegazione è in realtà molto più semplice: con il bianco si vedono le mutande! E si’, gli uomini emiratini passeggiano con le mutande che traspaiono dalla kandura.

E io cosa metto?

Io metto la mingonna. E gli shorts, e i vestiti scollati e, in generale, tutto ciò che mi va.

L’unico motivo per cui mi copro è l’aria condizionata!

Se c’è una cosa che amo di Dubai è la possibilità di scelta.

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Le local, le donne emiratine, soprattutto quelle più giovani, indossono abaya bellissime e raffinate, dalle quali si intravedono scarpe firmate dal tacco altissimo.

A volte vengono tenute aperte e l’abbigliamento sottostante è visibile a tutti.

Le donne arabe sono molto appariscenti, amano il trucco pesante e gli accessori vistosi: in realtà non si nascondono dietro un velo – non tutte perlomeno – ma hanno solo un modo diverso di mostrarsi.

Senza contare che abaya e hijab hanno un utile segreto: capelli in disordine? Hijab! Devi portare tuo figlio a scuola e non hai tempo di vestirti? Basta infilarsi l’abaya sopra il pigiama!

Ho amiche libanesi musulmane che non portano l’hijab e che vanno a celebrare il Natale a casa di amiche cristiane.

Oppure, particolarmente comune, è vedere donne dell’est europa – biondissime e bellissime – sposate con uomini locali, che hanno deciso di abbracciare la religione musulmana e indossano vestiti lunghi e hijab.

Poi ci sono le indiane con i loro saari sgargianti che mostrano senza problemi – a qualunque età – pancia e fianchi prominenti.

Non vi è giudizio negli occhi di nessuno, perchè ciò che indossiamo è la nostra cultura.

A Dubai la metropolitana ha carrozze riservate alle donne (che comunque possono usufrire anche delle altre carrozze).

Gli uomini, se sostano in questi vagoni vengono multati. Stare a stretto contatto – specie nell’ora di punta – con uomini dall’odore pungente, penso non sia piacevole per nessuno, a prescindere dalla religione e dal sesso.

Quindi ben vengano questi spazi, dove – spiaccicati come sardine – al massimo finisci un paio di capelli in bocca al sapore di rosa selvatica e erbe rare dell’Himalaya!

Ci sono cose che posso fare in Italia e qui no?

Si’.

Ad esempio in Italia non posso passeggiare di notte da sola, senza aver un brivido di terrore che mi corre lungo la schiena. Qui non ho bisogno di accellerare il passo o di guardarmi sospettosa alle spalle.

Essere donna a Dubai – sebbene molto aperta anche rispetto agli altri emirati- ha comunque delle difficoltà.

La maternità, ad esempio, è un argomento ostico. Anche se le cose stanno cambiando e comunque dipende dalla politica aziendale, la maternità è piuttosto esigua considerando oltretutto che qui non si ha l’aiuto prezioso di nonni e parenti.

Conciliare famiglia e carriera è sempre problematico.

Nella burocrazia e in genrale nell’acquisto di beni o nella discussione di affari gli uomini – non solo arabi, ma anche indiani e pakistani che rappresentano una fetta considerevole di popolazione expat –preferiscono avere a che fare con un uomo che con una donna.

Pillola del giorno dopo e aborto (non terapeutico) sono argomenti che non vengono nemmeno discussi: sono illegali e basta.

Del resto – sia per local che non – requisito fondamentale non solo per avere figli,ma anche per la convivenza, è il matrimonio.

Vivere in un paese musulmano non è semplice.

Le donne musulmane devono ancora combattere battaglie che in Occidente sono ormai storia, devono conquistare diritti che noi diamo per scontati.

Ma d’altro canto sono forse finite le battaglie per le donne in Occidente?

Ci possiamo davvero considerare libere e tutelate a casa nostra?

Spogliamoci dei pregiudizi, tutte quante abbiamo in comune una cosa: noi combattiamo.

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