Mollo tutto e parto? 5 motivi per partire e altrettanti per restare

A Wander Girl - Mollo tutto e parto?

“Mollo tutto e parto”.

Non so voi, ma io negli ultimi anni ho ripetuto questa frase almeno una decina di volte. Al giorno.

Il desiderio di partire e vivere all’estero in me è sempre stato molto forte e, dopo vent’anni dalla mia prima esperienza come expat a Chicago, questo desiderio si è concretizzato. A 37 anni ero di nuovo pronta per partire alla volta di Melbourne.

E, allora, mi sento di fare una serie di riflessioni e dare qualche consiglio a chi ha questo desiderio da tanto tempo e non sa cosa fare.

A Wander Girl - Phillip Island

“Mollo tutto e parto?”.

Sì per almeno cinque buoni motivi:
  1. Sì, perché se hai voglia di farlo, hai già deciso. Il desiderio di emigrare e provare nuove esperienze cresce con il tempo, non si affievolisce. E l’unico modo per soddisfarlo è partire.  Nel bene e nel male, se questa voglia di cambiare vita e vivere all’estero è presente da tanto tempo, va fatto. Per saziare la fame bisogna mangiare, non ci sono storie.
  2. Sì, perché nella peggiore delle ipotesi puoi tornare indietro. Non succede nulla; prenoti un biglietto aereo e ritorni a casa. Certo, in questo caso dovrai poi farei conti con il senso di fallimento che, inevitabilmente, si presenterà.
  3. Sì, perché vivere all’estero fa bene. Il cambiamento è vita e, talvolta, è terapeutico; mettersi in gioco è uno stimolo, soprattutto in un momento di difficoltà o rassegnazione. 
  4. Sì, semplicemente per imparare una nuova lingua e tornare con un ricco bagaglio di conoscenze ed esperienze 
  5. Sì, perché ti fa apprezzare quello che hai lasciato. Finché non ti allontanerai da casa non potrai capire l’importanza delle persone, dei tuoi posti e delle tue abitudini. 

Ci sono poi delle ragioni per cui è meglio non partire o, per lo meno, è necessario fare una valutazione più approfondita prima di intraprendere questa avventura.

“Mollo tutto e parto?”

No, per almeno 5 buone ragioni:
  1. No, se pensi che partire sia la panacea di tutti i mali.  Da quando ho vissuto la mia esperienza negli Stati Uniti ho sempre pensato che l’estero fosse davvero la panacea di tutti i mali. Ecco, non è così: i tuoi problemi e le tue situazioni irrisolte vengono con te. Vale la pena risolverle prima di partire… almeno in parte!
  2. No, se pensi sia una vacanza. Se pensi che trasferirsi all’estero sia come andare in vacanza, rinuncia subito.  Anche nella situazione migliore ci saranno giorni in cui ti sveglierai e nulla ti sembrerà familiare e ti domanderai: “ma chi me l’ha fatto fare?”. E ci saranno giorni in cui non avrai più voglia di uscire e socializzare per conoscere nuovi amici. Tu gli amici ce li avevi… e ora sono a chilometri di distanza (centinaia se sei fortunato, migliaia nella maggior parte dei casi). E capiterà di dovere trascorre il Natale lontano da casa. Ecco, ci vuole grinta, determinazione e, soprattutto, costanza.
  3. No, se non hai un programma. Dopo il primo periodo in cui ti sembrerà davvero di essere in vacanza, la routine prenderà il sopravvento e inizierà a far parte della tua nuova vita da expat. Se arriverai a quel momento impreparato e senza un programma e degli obiettivi niente avrà più senso. 
  4. No, se in fondo in fondo c’è qualcosa che ti fa capire che “quella cosa lì” non fa per te. Possiamo decidere di chiamare “quella cosa lì” istinto o sesto senso, ma ascoltiamola. Ha sempre ragione, e non si tratta di paura.
Il quinto motivo proprio non lo riesco a trovare, perché in fondo in fondo, vale sempre la pena partire. Per poi tornare.

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