Londra: i miei primi tre mesi. Ecco cosa ho imparato

Cosa ho imparato a Londra: Angela e i suoi primi tre mesi - WanderGirls

Vivo a Londra da tre mesi ed ho gia’ imparato molte cose. 

Ho imparato che…

… nascere in un posto e morire dall’altra parte del mondo è più normale di quanto si pensi, per cui non abbiate paura di viaggiare!

Ho imparato che…

… a Londra puoi indossare un paio di orecchie da coniglio solo perché stamattina ne avevi voglia. E poi, puoi camminare mano nella mano col tuo fidanzato vestito da boy-scout, senza che nessuno pensi stiate partecipando a qualche sorta di gioco erotico.

Ho imparato che…

… secondo studi neurolinguistici, noi italiani abbiamo bisogno di almeno 10 anni prima che il nostro cervello impari a riconoscere – e quindi a pronunciare bene – la “s” finale nella parole plurali. Per cui, pace e bene, ne riparliamo tra 10 anni!

Ho imparato che…

… gli inglesi sono molto legati all’educazione e alle formalità.  Per questo motivo in Inghilterra fanno tutti la fila alla fermata del bus e, se tu, tranquillamente, li superi tutti perché fingi di “non sapere”, ti guardano e ti sorridono pure, senza imprecare come qualcuno farebbe in Italia. 

Ho imparato che…

… a Londra puliscono una casa di 3 piani in 2 ore, una volta a settimana.

Mia madre, nella stesso lasso di tempo, ha finito di pulire solo una stanza della casa. Operazione che fa, naturalmente, almeno una volta al giorno. Al momento non mi è ancora venuta la salmonella o robe simili. Per cui, donne italiane, si può sopravvivere anche pulendo meno! Una via di mezzo sarebbe l’ideale! Ah, però mi manca da morire il bidet!

Ho imparato che…

… questi inglesi sono super evoluti, ma non hanno ancora inventato un rubinetto unico per acqua calda e acqua fredda! Per cui o ti congeli o ti ustioni, a seconda della stagione!

Ho imparato che…

… tutti amano l’Italia, gli italiani ed il nostro stile di vita. E non c’è nessuno che non conosca almeno una parola in italiano… Qualunque sia la sua provenienza: inglese, greco, tedesco, portoghese, irlandese. Oh, proprio tutti!

Tutti vorrebbero vivere in Italia, ma – forse – se la immaginano diversa da come è, sia dal punto di vista politico sia lavorativo! 

In quanto a bellezza,  stile di vita,  mare, meteo e cibo, non si discute!

Ho imparato che…

… la Puglia va forte, soprattutto per  le vacanze! Sono, ormai, diventata una travel agency esperta: quest’estate aspettatevi l’invasione!

Ho imparato che…

… se dovessi pendolare tutti i giorni da Andria a Bari per lavoro, in macchina, avrei già mollato perché “Mi faccio ogni mattina 40 minuti di macchina”. A Londra, invece,  faccio almeno un’ora di bus, con cambi vari ed eventuali, solo per incontrare un amico la sera, dopo una giornata di lavoro. Questo significa attraversare, praticamente, mezza Londra!

Ho imparato che…

… ci sono tanti, ma tanti italiani sparsi nel mondo. E che a tutti piacerebbe tornare, ma…

Ecco il problema: c’è sempre quel “ma”, che è la ragione per cui la mia città si riempie solo a Pasqua e a Natale.

Perché la mia città e l’Italia tutta sono più belle quando sono piene di giovani, ed è quello di cui avrebbero bisogno: di nuove facce e nuove idee, ma sono proprio quelle che scappano via.

E, quindi, sopportiamo la distanza e la mancanza, sognando di tornare a casa. Perché ogni mondo è paese e ogni città, alla fine, ha la sua routine e le sue avventure, ma casa è sempre casa! E l’Italia ha una ricchezza che tutti gli altri sanno vedere e apprezzare, ma che noi ci stiamo facendo sfuggire!

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