La guida definitiva per alloggiare in ostello

ostelli - WanderGirls italia
Alzi la mano chi non ha mai dormito in un letto a castello con un perfetto sconosciuto che russava nel letto di sotto in un ostello.
Been there, done that. Se sei un viaggiatore incallito è impossibile resistere al richiamo di una notte in dormitorio misto a 14,50 Euro con colazione inclusa. Che si tratti di un viaggio in comitiva, di un weekend matto con un paio di amiche o di un solo travel, l’ostello risponde bene a molte necessità:
  • è solitamente situato in una zona molto centrale della città,
  • è ben collegato,
  • la reception è aperta h24,
  • dispone di una cucina grande e spesso anche di cinema, sala giochi e spazi dedicati al relax. In un ostello a Cork ho trovato persino la sauna.
  • Per non parlare del vantaggio principale: i costi. Il prezzo medio di un letto in dormitorio è di circa una trentina di euro, niente male se progettate viaggi lunghi, no?
Certo, vanno valutati i pro e contro.
Scegliere una vacanza in ostello non è esente da rischi e la possibilità di incorrere in brutte esperienze è dietro l’angolo. Durante il mio mese e mezzo di vagabondaggio in Irlanda, dopo aver girato numerosi ostelli, ho messo a punto alcune regole e una sorta di kit di sopravvivenza. Viaggiavo da sola, avevo 25 anni e gli ostelli mi hanno aiutata a sentirmi non così lontana da casa.
Per cui ho deciso di condividere la mia guida per l’ostello, sperando di far cosa gradita e di convincere qualche scettico.
1. VA DI MODA
Sembra superficiale, ma è un aspetto da non sottovalutare. Avete prenotato il volo, avete deciso quante notti passerete in questa o in quella città e state valutando l’idea di dormire in ostello? Una breve ricerca su quanto sia comune “andare per ostelli” in quel dato posto io la farei. Nelle capitali europee è molto popolare il concetto di ostello, per cui se ne trovano di tutti i tipi, a prezzi molto competitivi. Se ci si allontana dalle grandi città e si decide di esplorare realtà più piccole, la situazione cambia. A volte può essere davvero molto più conveniente affittare una stanza dalla signora del piano di sopra piuttosto che prenotare nell’unica struttura che millanta di essere ostello ma che di ostello ha ben poco. Esistono città, come Amsterdam o Copenaghen, in cui la cultura dell’ostello produce dei veri e propri capolavori architettonici, che non hanno nulla da invidiare agli alberghi di lusso, e città in cui questo tipo di cultura manca, per cui l’ostello diviene sinonimo di giri loschi e case di appuntamento.
2. IL KIT DA OSTELLO
Necessario fare uno zaino a prova di ostello: pratico, essenziale e con qualche piccolo accessorio che aumenterà notevolmente la qualità del vostro soggiorno. Il mio kit da ostello si compone in primo luogo di tappi per le orecchie. È statistica: se in una stanza ci sono 12 letti a castello per 24 dormienti, la probabilità che una percentuale considerevole di questi russi durante la notte è abbastanza alta. Se poi si tratta di un dormitorio misto, la percentuale sale: non è discriminazione, ma i maschietti mediamente russano sempre più di noi femminucce. Se poi nello specifico siete come me, la percentuale che il trombone di turno dorma proprio sotto di voi arriva alle stelle. Per cui, onde evitare di fare strane danze notturne, cercando di muovere la struttura e indurre il vostro compagno di letto a cambiare posizione e smettere di russare (tutto inutile, ovviamente), il mio consiglio è di procuravi dei buoni tappi per le orecchie. Si trovano in farmacia e non costano tantissimo. In alcuni ostelli, in cui i proprietari hanno evidentemente studiato statistica, li vendono alla reception. Un investimento per la qualità del vostro riposo e di conseguenza l’energia che avrete durante il giorno per tutte le vostre avventure. Un altro elemento fondamentale a mio avviso è la mascherina per gli occhi. Sempre per la legge statistica di cui sopra, la probabilità che nel vostro dormitorio ci siano almeno quattro o cinque studenti Erasmus che alle 4 del mattino torneranno ubriachi accendendo tutte le luci della stanza non è trascurabile. E pure se siete fortunati e questo non succede, state pur certi che nella vostra stanza ci sarà sicuramente una lucetta di cortesia, una finestra senza tapparelle, un punto di luce per qualche bambino un po’ cresciuto che ha paura di dormire completamente al buio. Armatevi di pazienza e di una buona mascherina, e vedrete che la notte passerà indolore. Un altro elemento essenziale del mio kit è il lucchetto. La prima notte che ho passato da sola in ostello ho usato il mio zaino come cuscino, abbracciando la borsa in cui avevo documenti e contanti. Inutile dire che non ho chiuso occhio tutta la notte. Le strutture hanno vari modi di organizzarsi per garantire la sicurezza dei loro ospiti. Alcuni ostelli prevedono un armadietto di sicurezza per ogni utente, spesso situato sotto il letto o in una stanza a parte al piano terra. A volte il lucchetto è fornito dalla struttura ed è incluso nel prezzo, altre volte va pagato separatemene. La soluzione che ho trovato più spesso è un gabbiotto posto sotto il proprio letto, in cui si può mettere valigia, zaino e quant’altro. Tuttavia, per ovviare qualsiasi tipo di problema e dormire sonni tranquilli, prima di partire, investite in un buon lucchetto. Diventerà il vostro migliore amico per tutta la durata del viaggio, in quanto potete utilizzarlo per chiudere il gabbiotto sotto il letto, l’armadietto in caso ci fosse e anche la valigia stessa, se dovesse essere necessario lasciarla in un deposito bagagli incustodito. Ma soprattutto eviterete di comprare lucchetti poco efficaci in reception o girare come delle trottole alla ricerca di una ferramenta in una città che conoscete appena. Non temete, i lucchetti passano i controlli di sicurezza in aeroporto, basta metterli a vista.
3. GLI SPAZI COMUNI
Scegliere sempre un ostello in cui ci siano e siano ben curati gli spazi comuni. Questa è una regola aurea per qualunque viaggiatore solitario. I salottini, le sale relax, gli spazi di condivisione, la cucina sono la parte migliore del vostro soggiorno in ostello, sono il luogo privilegiato dove rilassarsi, ricaricare il cellulare, prendere un caffè e fare amicizia. È il principale motivo per cui scelgo l’ostello. Condividere la propria esperienza con altri viaggiatori, scambiare informazioni, pareri, incontrare persone nuove sono tutte cose che sono precluse ai vacanzieri dei grandi hotel a cinque stelle. È un privilegio che è concesso solo a chi accetta la sfida dell’ostello, ne abbiamo il diritto. Per cui scegliete un ostello che tenga in gran conto questa cosa. Spesso mi è capitato di alloggiare in strutture che non avevano molti spazi comuni e ho avuto sempre la sensazione che qualcosa mancasse.
4. LA CUCINA
Ogni buon ostello che si rispetti fornisce ai suoi ospiti una cucina grande, piena di pentole, utensili e padelle rovinate da studenti poco attenti. Non sempre, ma spesso è così. La cucina è un punto chiave del vostro soggiorno, perché vi permette di risparmiare un po’ di soldini che altrimenti foraggerebbero ristoranti turistici e costosi, e vi dà la possibilità di esplorare un luogo altrimenti sconosciuto al semplice turista: il supermercato. Eh sì, perché sappiamo bene che la cultura passa anche e soprattutto attraverso il cibo, ed è il supermercato il luogo privilegiato per scoprire la cultura alimentare della gente del posto. Per me è una tappa obbligata: in qualunque città io mi trovi, un giro al supermercato lo faccio sempre, fosse solo per comprare una bottiglietta d’acqua e uno snack. Non abbiate paura di usare la cucina dell’ostello, spesso sono ben attrezzate e molto confortevoli e nulla vi vieta, magari l’ultima sera, di optare per una cena in un ristorante che vi ispira. E se siete come me e vi fate prendere dall’euforia della novità comprando più del necessario, non c’è problema. C’è sempre una parte dedicata alle “donazioni di cibo” che renderà felice qualche ospite affamato: la condivisione è tutto.
5. IL BAGNO
Ovviamente non potevo non mettere appunto un kit studiato anche per affrontare i bagni comuni. Condividere il bagno è sempre un’esperienza cruciale, perché nel nostro immaginario, un luogo così intimo e così legato alla sfera personale non andrebbe mai violato. E, invece, negli ostelli ogni dogma è profanato, ogni confine superato e ogni limite diviene un nuovo inizio. Il mio kit da bagno è molto simile a quello che usavo per il campeggio, per cui non manca mai:
  • Un asciugamano in microfibra.
Lo so, gioie e dolori: so che molti non lo sopportano. Lo so, spargono l’acqua anziché asciugare per davvero. Ma vi assicuro che l’asciugamano in microfibra è un salva spazio, si asciuga in un attimo ed è quello che per me più si avvicina al concetto di praticità. Se ben consumato è anche meglio. Usatelo e lavatelo un paio di volte, l’esperienza migliorerà sicuramente.
  • Le ciabattine da doccia.
Un altro elemento che non può mancare sono le ciabattine da doccia, quelle che prendete da Primark alla modica cifra di un euro e cinquanta.
  •  Un mini set di docciaschiuma e shampoo.
In molti ostelli sono presenti delle ceste con prodotti che tutti possono usare (condivisione, ancora una volta), ma non è sempre così, per cui non fateci l’abitudine.
Spero che questa guida sia stata utile. Per il resto il mio consiglio è di andare, esplorare e provare. È un’esperienza che consiglio vivamente.
Viaggiare per ostelli non vuol dire solo pernottare in un dormitorio, ma è una filosofia di vita.
Ogni ostello ha una sua personalità e aggiunge un valore unico al vostro viaggio, molto più di come potrebbe fare il più lussuoso dei resort. Concludo con delle foto di uno degli ostelli più belli dove ho pernottato, alle pareti aveva i murales ispirati ai film Disney. Anastasia Foglia - WanderGirls italia Come si fa a non amare la vita da viaggiatore in ostello?

Rispondi