Io ed il mio cane: la dura vita dei nostri amici a quattro zampe in Portogallo

Portogallo - WanderGirls italia
Scrivere qualcosa di inedito sul Portogallo, soprattutto riguardo Lisbona, è praticamente impossibile.

Più che cimentarmi in una guida turistica improvvisata, descrivendo quartieri e ristoranti di questo meraviglioso paese, vorrei piuttosto raccontarvi come sia complicato viaggiare nella parte più occidentale d’Europa con un cane al seguito.

È noto che i paesi affacciati sul Mediterraneo siano storicamente meno “animalisti”.  Basti pensare a corride, palii, tradizioni contadine che vedevano sacrificati vari ed eventuali animali da giardino (gatti compresi).

Ciononostante in Italia, negli ultimi quindici anni, è cresciuto enormemente il rispetto e allo stesso tempo l’accoglienza verso gli animali da compagnia: ristoranti, bar, negozi, hotel, camping, spiagge attrezzate, parrucchieri, ma anche supermercati e cinema!

Pochi negheranno l’accesso a te e al tuo cane e, qualora lo facessero, hai modo di scegliere un’altra attività commerciale affine alla tua etica.

In un certo senso ti abitui a cotanta civiltà e la dai per scontata nella nostra grande Europa.

Il momento dello scontro con la dura realtà “dogunfriendly” ci attende poco dopo aver varcato il confine del Portogallo.

Estate, 40 gradi, nessun parcheggio all’ombra e asfalto in grado di incenerire anche un ghiacciolo, alla stazione di rifornimento si rifiutano di far entrare il cane; la domanda di aver viaggiato oltre che nello spazio, anche nel tempo tornando al Medioevo, ti sorge spontanea.

Ti autoconvinci che sia stato un caso o un malinteso di un impiegato che non ama i cani; ma no, purtroppo.

Dalle grandi citta (Lisbona, Porto, Aveiro) ai piccoli centri, il divieto di ingresso ai cani è affisso ovunque (a volte anche di dimensioni spropositate!).

Negozi di vestiti, bar, ristoranti si difendono nascondendosi dietro la legge n. 10/2015 ignari, volenti o nolenti, che questa sia stata modificata l’anno scorso.

Il nuovo despacho n. 8196/2018 rimanda al titolare dell’impresa decidere se ammettere o no animali da compagnia e in che numero; il titolare può oltremodo rifiutare l’ingresso a cani che ritiene, per indole o comportamento, possano ostacolare la regolare attività del suo esericizio.

Riassumendo: se pensate al Portogallo come meta turistica insieme al vostro quattrozampe, dovrete tenere conto di questo particolare, dato che quando si è in vacanza risulta piu difficile affidarsi a dog-sitter o pensare di lasciare il cane in hotel (sempre che siate riusciti a trovarne uno) mentre voi andate a provare il bacalhao com nata.

Se avete un cane e rosicate come me quando rifiutano di farlo entrare anche solo in un negozio di vestiti, il Portogallo non dovrebbe essere la vostra prima scelta.

Lasciate trascorrere qualche anno in attesa che la mentalità (che vede ancora il cane come essere da relegare in giardino) possa cambiare in meglio.

Se vedete una tizia infervorita dialogare non proprio amabilmente con i vari ristoratori per istruirli sulle leggi vigenti, sono io, che combattendo a nome di tutti i proprietari, cerco di far diventare il Portogallo meta papabile dai cinofili.

Per sdrammatizzare e in qualche modo anche shockare i maniaci compulsivi dell’igiene che storcono il naso vedendo entrare un animale in un ristorante, cito uno studio scientifico che dimostra che sono presenti più batteri patogeni nella barba degli uomini che nei cani

Date un’occhiata a questo link: Eur Radiol. 2019 Feb;29(2):527-534. doi: 10.1007/s00330-018-5648-z. Epub 2018 Jul 30.

“Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di febbraio 2019 indetto dal blog Trippando

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