Il mondo visto con gli occhi di una sarda

Sardegna WanderGirls Italia
È risaputo, l’amore per la propria terra è per tutti qualcosa di ancestrale, profondo.
Eppure, per noi sardi è qualcosa di più.
Forse non tutti sanno cosa significhi nascere e crescere su un’isola, lontani da tutto e tutti. Un’isola in cui il dialetto è in realtà una lingua, con una storia e un passato a sé stante, con la difficoltà economica e pratica di muoversi, spostarsi ed entrare in contatto con realtà diverse da quella propria. Le condizioni economiche in cui versa la regione non sono floride, trovare una vera e propria stabilità economica è più un privilegio che un diritto e spesso chi perde il lavoro fa molta fatica a reinventarsi. Quindi, soprattutto negli ultimi anni, il popolo sardo si è trasformato in un popolo di emigrati che, più per necessità che per desiderio, si allontana in cerca di soddisfazioni professionali ed economiche. Allo stesso modo, però, non perdiamo mai l’occasione per viaggiare, scoprire, conoscere e assaporare il resto del mondo, abbandonando ogni schema e pregiudizio, mettendo da parte le nostre origini e calandoci in realtà del tutto nuove. E così, per esempio:
  • Ci facciamo coinvolgere dalla bellezza dei verdi paesaggi irlandesi (si, ma vuoi mettere a paragone gli altopiani e le doline del Supramonte? Quei meravigliosi picchi rocciosi che si stagliano verso il cielo?).
  • Oppure, ci immergiamo nel mistero che naturalmente emana il sito di Stonehenge (e le Domus de Janas allora? Se non è mistero quello, non so proprio cosa lo sia).
  • Ci sorprendiamo alla vista dell’imponente fortezza del Castello di Edimburgo che si erge maestoso sulla città (ma manco a paragone con il Castello di Burgos, quella è vera imponenza).
  • Apprezziamo lo stile architettonico della Sagrada Família (boh, a me piace di più la Basilica di Saccargia).
  • Ci godiamo una romantica passeggiata sugli Champs Elisées (ma itte Eliséès, il centro storico di Castelsardo è imbattibile dai).
Insomma, un sardo apprezza davvero tutti i nuovi panorami che il mondo gli offre, comprese le meraviglie create dall’uomo, come le imponenti mura della Grande Muraglia cinese (ma alla muraglia di Alghero ci siete mai andati? Vedi il tramonto dalle mura algheresi e poi muori, era così il detto no?) e le imponenti meraviglie che ci offre invece la natura, come il Grand Canyon (carino, ma la Gola di Gorropu non ha niente da invidiargli). Ma quelli più impavidi si spingono fino all’altra parte del mondo per assaporare nuovi cibi, odori, sapori. In Thailandia, ad esempio, per apprezzare i profumi e i sapori orientali della sua cucina (ajò non siamo ridicoli, e il porceddu, le panadas, l’agliata, i culurgiònes, i bogamarì, le attinie, il pani frittau, le pardulas, le sebadas, la bottarga, il casu marzu, la fregula, le ispinadas, i malloreddus – e molto alto – dove li lasciamo?). O in Tasmania per degustare uno dei tipi di acqua più puri e famosi del mondo che viene imbottigliata direttamente dal cielo, dalle purissime piogge che cadono nel nord-ovest dell’isola (ma perché l’acqua di Romana qualcuno di voi l’ha assaggiata per poter fare un paragone?). Ma l’aspetto che più di tutti un sardo apprezzerà senza remore e lasciandosi le sue origini alle spalle è il mare: i faraglioni thailandesi, le acque limpide di Grace Bay, la spiaggia caraibica più cristallina del mondo, le bianche sabbie di Whitehaven beach, eletta come spiaggia più bella d’Australia e seconda in tutto il mondo lasceranno tutti senza parole (senti ma chi ha fatto queste classifiche c’è mai stato in quei paradisi terrestri di Cala Gonone, Golfo di Orosei, Stintino, Chia, Costa Rei, Baunei, La Maddalena, Villasimius, Lu impostu, Teulada, Costa Paradiso, l’Argentiera, Is Arutas, l’Asinara?). sardegna - wandergirls italia
Pensavate che “puoi togliere un sardo dalla Sardegna ma non la Sardegna da un sardo” fosse un luogo comune?
Bè, vi sbagliavate. Per quanto potrà viaggiare, scoprire, imparare, conoscere, il cuore di un sardo rimarrà in Sardegna e non ci sarà posto sulla terra che sia anche solo minimamente a Lei paragonabile. Perché il tratto distintivo non è la sua bellezza, ma l’amore!

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