I cinque posti che preferisco di Parigi

  1. La libreria (e il café) Shakespeare & Company

Situata al numero 37 di Rue de la Bûcherie, con vista sulla Senna e sulla cattedrale di Notre Dame, la libreria anglofona Shakespeare & Co. è stata fondata nel 1951 dall’americano George Whitman, in un edificio del XVII secolo, in origine un monastero.

Del monastero (oltre alle travi di legno) conserva ancora una certa sacralità, seppur di tipo diverso, nonché l’osservazione del silenzio, almeno al primo piano, dove si trovano il reparto poesia, una sala lettura, un pianoforte (unico suono ammesso) e una parete piena di foglietti scritti da tutti coloro che passano di lì, in così tante lingue da far invidia a Babele.

Come spiegato dallo stesso fondatore, la libreria è creata come si crea un racconto: costruendo ogni saletta come fosse un capitolo.

Col tempo, questo angolo di Parigi ha acquisito molta popolarità, diventando meta turistica. Nonostante ciò, mantiene inalterato il suo carattere un po’ logoro e “vecchio stile”, caldo e avvolgente.

La prima volta che sono entrata in questo posto col soffitto irregolare, i vecchi libri, le mattonelle dissestate e uno scorbutico gatto in poltrona, fuori era freddo e pioveva, ma dentro, la saletta era accogliente e colma di persone in silenzio che ascoltavano uno sconosciuto spargere delle nostalgiche note di Yann Tiersen al pianoforte.

Ciliegina sulla torta: la caffetteria accanto.

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  1. La linea 6 del métro

La linea 6 del métro di Parigi collega Place de la Nation con l’Arc de Triomphe.

Inaugurata nel 1909, è una delle poche linee quasi interamente scoperte e scorre su un viadotto sopraelevato dal tragitto semicircolare nella parte sud della città, toccando diversi luoghi caratteristici di Parigi.

Tuttavia, la cosa che la rende interessante è proprio il fatto che sia scoperta e che offra un punto di vista differente sulla città.

Su strada la visione è ristretta, dall’alto la visuale è ampia, ma immersiva.

Quando si è a metà, sopraelevati, si mantiene il contatto con la strada, ma la prospettiva si allarga, senza l’estraneità di una veduta dall’alto. Ci si insinua fra le case con la sorpresa di scoprire i coloratissimi murales che animano i grigi palazzi parigini, ad altezze spesso difficili, per cui non visibili dalla strada.

Si raccomanda un giro completo, dei musicisti di strada penseranno ad allietare il vostro viaggio.

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  1. Il Jeu de Paume

È uno spazio espositivo d’arte contemporanea e fotografia che si trova al centro di Parigi, all’interno del Jardin des Tuileries, con Place de la Concorde a fare da sfondo.

Letteralmente jeu de paume vuol dire “gioco della pallacorda” e infatti l’edificio, costruito nel 1861, non è molto grande (80×13 metri) ed era destinato prioprio a un campo da pallacorda. Dal 1909 è diventato uno spazio dedicato all’arte in generale, dal 2004 solo alla fotografia. Piccola, ma ricco di promesse, la galleria del Jeu de Paume ospita mostre di grande qualità, organizzate per tema o per autore. All’attività espositiva associa quella cinematografica e formativa.

Se ne consiglia una visita di tanto in tanto, soprattutto in solitaria, in giornate piovose.

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  1. Il Port de l’Arsenal

Un porto a Parigi? Ebbene sì. Porto mercantile fra il XVI e il XIX secolo, turistico dal 1983, collocato tra il Quai de la Rapée e Place de la Bastille.

Scoperto per caso mentre girovagavo durante la pausa pranzo, risulta particolarmente piacevole in questo momento della giornata, specie se in primavera col primo timido sole.

Rilassante, nonostante si trovi in un punto molto caotico della città, grazie al suo effetto ovattante che ti estranea dal traffico cittadino. Anche se un po’ disorienta vedere tante barche ormeggiate dentro Parigi, vederle accostate ai palazzi fa un bell’effetto.

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  1. Un posto nuovo ogni volta…

…Perdendosi.

Le scoperte casuali come quella del Port dell’Arsenal non sono un evento isolato.

Fortunatamente, mi sono persa tante volte e ogni volta (o quasi) ho fatto scoperte piacevoli, di luoghi neanche menzionati dai soliti itinerari turistici: passages, giardini, strade, piazzuole, ristoranti e addirittura quartieri.

Tutti posti che non sempre riesco a ritrovare.

Tutti posti che hanno un denominatore comune: sono a taglia umana, lontani dalla grandiosità caotica di Parigi e che per questo amo.

Per scoprirli, bisogna abbandonare le mappe e le strade principali, insinuarsi a caso nei vicoli, lasciarsi perdere e far sì che sia Parigi stessa a guidarti.

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