Fino in Cina… con amore: 5 consigli pratici di viaggio con bambini piccoli

Cina - Wandergirls Italia
Una sera dello scorso inverno mio marito, instancabile viaggiatore, arriva ed esclama: “quest’estate andiamo in Cina!”.

“Ok, ma come facciamo con la bimba? Non avrà nemmeno un anno!”.

Dopo un po’ ragionamenti e un po’ titubanti (io), alla fine decidiamo che la bimba verrà con noi e quindi iniziamo la preparazione al viaggio.

La Cina è stato il nostro primo approccio all’Asia, dopo anni di viaggi verso le Americhe e in europa.

Visto il relativamente poco tempo a disposizione (due settimane) optiamo per visitare solamente Shangai e Pechino, dicendoci che visitare due grandi citta’ sarebbe stato più facile da gestire con una 8 mesenne, e mai scelta fu più azzeccata!

Pechino e Shanghai meritano davvero una visita, sono città in divenire che offrono modernità e storia in un solo luogo.

Su internet potete trovare tantissime informazioni utili per preparare il vostro viaggio, ma qui ci sono le 5 cose che avrei voluto sapere prima di partire.

  • LA PREPARAZIONE

Per poter entrare in Cina, ogni membro della famiglia – inclusi i bambini molto piccoli – devono presentare domanda di visto.

Quindi se non tutti dispongono ancora del passaporto bisogna preventivare i tempi tecnici per il rilascio di quest’ultimo.
Noi, vivendo in una grande città e avendo il consolato vicino abbiamo deciso di fare tutto senza l’appoggio di agenzie che si occupano di visti. Il processo è abbastanza semplice:

  • richiedere appuntamento online (i tempi di attesa non sono brevissimi, ma neanche troppo lunghi),
  • completare l’application per ogni membro della famiglia,
  • fornire prenotazione voli e alberghiera.

Il giorno dell’appuntamento ci siamo presentati tutti e tre e dopo 5 giorni i nostri visti erano pronti!

  • IL LUNGO VOLO

Come per ogni viaggio intercontinentale, il volo aereo verso la Cina è piuttosto lungo.

Noi abbiamo preferito scegliere un volo diretto (da Bruxelles ci sono diversi voli alla settimana) e notturno per facilitare la nanna e avere un viaggio -si spera- più tranquillo.
Al momento del check-in, dato che il volo non era completamente pieno, gli addetti della compagnia aerea ci hanno lasciato un posto aggiuntivo per la piccola(sotto ai 2 anni normalmente viaggiano in braccio).

Ecco, questo ha aiutato molto!
Per il resto valgono i “soliti” consigli:  portarsi un cambio (anche per la mamma, metti che la pupa di fa volare l’acqua di cocco sui pantaloni!?!), una sacchetta di giochini nuovi, tanti snack e tanta pazienza.

Questa volta non avevo pensato a delle cuffie da bambino (per permettere di sentire l’audio dei cartoni), ma sono sulla mia checklist per il prossimo viaggio.

  • IL RISTORANTE

Partiamo dal presupposto che non ho mai mangiato così bene in nessun viaggio come in Cina.

La cucina cinese è davvero molto vasta, ogni regione ha le sue specialità e in due settimane non siamo riusciti a provare tutta l’offerta disponibile.

E la pupa?

Siamo in pieno svezzamento, mica posso nutrirla a riso alla cantonese per due settimane!

Sotto consiglio della pediatra (peraltro unica raccomandazione oltre al “fate benissimo, partite!”), prima di partire ho riempito la valigia di pappe pronte che si sono rivelate molto pratiche e consumabili in qualsiasi situazione.
In ogni caso, segnalo che i ristoranti in Cina sono molto più baby-friendly di quanto potessi immaginare.

Abbiamo trovato quasi sempre (dai ristoranti più fancy fino alle “bettole”), seggioloni e personale molto cortese. In più di un’occasione ci hanno offerto il pasto per bambini (palline di riso e alga, zuppetta, verdure e carne).

  • VIAGGIARE LEGGERI

Pechino e Shangai sono due metropoli, e nonostante si prenoti una sistemazione centrale, spesso e volentieri dovrete fare diversi chilometri, in metropolitana o a piedi, prima di arrivare alle diverse attrazioni turistiche.
Nonostante avessimo portato il nostro amato passeggino super-leggero da viaggio (utilissimo durante le sessioni di shopping), il nostro “svolta-viaggio” è stato un marsupio ergonomico, in modo tale da avere la bambina sempre a contatto, e potersi muovere agilmente anche nei luoghi più affollati o non totalmente accessibili con il passeggino.

Alla fine il passeggino ha passato molto più tempo in hotel che in giro!

Nota bene: una delle poche difficoltà è stato prendere i taxi, nonostante siano davvero convenienti.

Se facile era prenderne uno per lasciare l’hotel (di solito gli usceri li bloccano per voi e dicono le destinazioni), per spostarsi in città o tornare è più complicato.

Spesso i tassisti rifiutano la corsa perché troppo lontana dalla loro zona oppure non capiscono quale sia la vostra destinazione. Per quest’ultimo problema noi avevamo ovviato chiedendo all’hotel di scriverci in caratteri cinesi le nostre diverse tappe, così da dover solo mostrare il foglietto al tassista di turno.

  • PHOTO PLEASE!

Preparatevi. I cinesi adorano i bambini.

In più metteteci che noi siamo una famiglia mista, il risultato è stato non poter fare cinque passi senza che qualcuno ci fermasse chiedendoci di fare foto e toccare la bambina.
All’inizio (leggi durante l’attesa al gate per l’imbarco) fa piacere, in fondo ogni scarrafone è bello a mamma soja, no?

Poi inizi a prendere le salviette igienizzanti per ripulire le estremità della pupa dopo ogni contatto (santo marsupio che tiene il bambino un po’ a riparo). Alla fine dici: “eh vabbè e sono anticorpi e ti ci abitui”.
Il massimo l’abbiamo raggiunto durante la visita alla muraglia: mio marito stava scattando una foto ricordo a me e mia figlia, un minuto dopo l’ho trovato al mio fianco – insieme ad almeno altri 100 cinesi – mentre un’orda di persone ci stava scattando foto.

Alla fine l’attrazione eravamo diventati noi, anzi nostra figlia, mica la muraglia!

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