Felicità in espatrio: partire o scappare?

Capita frequentemente che la conversazione con amici, parenti e persone appena conosciute verta sui motivi del mio espatrio (sarei curiosa di sapere se è una costante anche per le altre WanderGirls).

Non meno di frequente mi accorgo che la maggior parte delle persone pensa che i motivi che spingono all’espatrio siano sostanzialmente due: scappare da qualcosa o la ricerca della felicità.

La verità è che se questi sono i principali motivi, la scappatina all’estero generalmente fallisce perchè ci si rende conto che l’infelicità non solo non sparisce, ma peggiora e che ciò da cui scappiamo, con la precisione di un orologio svizzero, suona alla porta del nostro indirizzo estero.

Chi cerca la felicità, probabilmente è lontano da capire che questa si trova solo dentro di noi, che non dipende dal partner, dalle persone vicine, dal lavoro svolto o dalla situazione economica.

Chi pensa che l’espatrio sia una opportunità per cambiare vita ripartendo da zero si accorgerà molto presto di aver sbagliato.

Prima del il problema di una lingua diversa, della difficoltà nel trovare lavoro, della solitudine, della mancanza “fisica” di parenti ed amici, si scontrerà proprio con sè stesso.

Siamo o non siamo i principali boicottatori della nostra stessa vita?

In termini buddisti si chiama tendenza karmica, ossia quella spinta che ci fa precipitare ogni volta negli stessi errori, nelle stesse frequentazioni sbagliate, nella stessa accidia mentale e fisica.

Se si parte per quel motivo, ciò che vedremmo accadere non sarà che la brutta copia di ciò da cui stavamo scappando.

In entrambi i casi, saremo costretti a tornare a casa con la coda tra le gambe, con la solita gente statica e stantia che ci ricorda di averci avvertito del fallimento, colpevoli, ancora, di cercare fuori anzichè dentro.

Il consiglio che posso dare, prima di partire, è affrontare e risolvere quelli che sono i problemi attuali, che siano relazioni sbagliate, lavori alienanti, incomprensioni familiari.

La felicità che ho creato prima di partire in situazioni alquanto pesanti in Italia mi hanno fatto affrontare con un sorriso tutte le mancanze e difficoltà capitate in questi ultimi mesi.

Ho affrontato con più serenità ogni difficoltà: dai problemi di salute, alla mancanza di acqua calda ed elettricità, alla convivenza con persone inquietanti (ma questa è un altra storia!), ai lavori faticosi e alle ristrettezze (quasi soffocanti) economiche!

Vagabondare, viaggiare, vivere all’estero arricchisce solo se contemporaneamente si volge lo sguardo anche all’interno del nostro piccolo e circoscritto universo.

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