Expat: un pirata di terra, di mare, d’aria e di mente. Viaggiare è la medicina

Essere Expat - WanderGirls italia

“Vai via
Vai da solo
Portati una mappa
Viaggia leggero
Se devi portarti un cellulare, evita di usarlo
Viaggia via terra
Attraversa a piedi una frontiera
Tieni un diario
Leggi un romanzo che non ha niente a che fare con il luogo in cui sei
Fai amicizia con qualcuno” – Paul Theroux

Nome scientifico: Homo Sapiens (alcuni un pò meno Sapiens)
Altezza: Circa 1.70 m
Longevità: 80 anni circa
Periodo gestazionale: Circa 270 giorni
Peso: Il mio non lo sa neanche mia madre

DEFINIZIONE

Voce del verbo espatriare, l’Expat è un individuo che ha lasciato la patria per sempre o per lungo periodo .

Questa definizione è restrittiva: non amo avere etichette o catalogare le persone.

Il termine “Expat” è utilizzato a sproposito la maggior parte delle volte, ma sorvoliamo.

Vediamo cosa caratterizza un esemplare di Expat.

DESCRIZIONE

L’Expat è una persona spinta dalla voglia di viaggiare (wanderlust).  Non sente di appartenere ad un singolo luogo ed è alla continua ricerca di qualcosa. Chi cerca la felicità, chi cerca sè stesso, chi cerca pace, chi cerca di allontanarsi dai problemi, chi cerca esperienze, chi cerca l’amore, chi non sa cosa cerca e così fino all’infinito.

Cos’è quella strana sensazione che non riesci ad ignorare? Le farfalle nello stomaco la notte prima di partire, il formicolio nelle mani e nelle gambe, in pratica tutti gli insetti dentro al corpo. Ma perchè?
Oltre all’ansia di non aver finito la valigia perchè faccio tutto all’ultimo, è l’emozione che precede un viaggio, quella che io definisco felicità. 

E non mi ci abituo mai.

WanderGirls - Essere Expat


HABITAT

Solitamente, per quanto mi riguarda preferisco non viaggiare nel lusso e nella ricchezza (anche perchè non me la posso permettere). L’unica ricchezza che cerco è quella interiore.

Penso ci sia una grande differenza tra vedere il mondo da turista VS vivere il mondo da expat. E’ come guardare la foto di una torta bellissima che ti fa venire l’acquolina VS assaporarla dopo averla cucinata e aver aspettato ore di cottura.

Come vedere il tramonto in un film VS essere seduto su una roccia in fronte al mare e percepire sul viso la luce e l’ultimo calore del sole che tramonta. C’è una certa soddisfazione.

DISTRIBUZIONE

Si possono trovare esemplari di expat in ogni parte del mondo.
Alcuni sono nomadi e si spostano in continuazione, altri hanno una base.

Una delle cose che adoro dell’essere una vagabonda è che posso scoprire cose nuove in continuazione. Se solo pensate che in una camera dove ho vissuto vent’anni un giorno mi sono svegliata e ho trovato un dettaglio che non avevo mai notato, figuriamoci cosa si può scoprire viaggiando.

Il non sapere cosa si trova dietro ad un angolo o proseguendo il cammino su una nuova strada è una delle sensazioni più elettrizzanti.

Bisogna infilarsi nelle stradine non segnate dalle mappe, parlare con i vecchi saggi, ascoltare le persone che passano, osservare tutto, assaggiare i piatti del posto, capirne le tradizioni e le curiosità.

Si può imparare veramente tanto e trarne un’ispirazione incredibile.

Un’altra caratteristica dell’expat è che all’estero ci si sente come in una comunità. Quando trovi nell’habitat un altro esemplare, anche completamente diverso da te, hai qualcosa in comune. Mi capita spesso di andare a mangiare da sola o in compagnia e fare conoscenza con qualche altro expat.
Ci si mette a chiacchierare spensieratamente senza farsi troppi problemi.
Condividere un pensiero con qualcuno che senti vicino solo per il fatto di avere questa esperienza in comune crea spesso un’ondata di energia positiva.

NOTE

Non ho assolutamente nulla contro chi non viaggia. Ci sono tanti motivi per partire e altrettanti per non farlo. Credo, però, che osservare il mondo con tutto il suo contenuto possa aiutare a:

  • Essere aperti mentalmente, a poter capire e mettersi nei panni dell’altro e non essere razzista.
  •  Conoscere meglio sé stessi, quando ti trovi da solo sei anche obbligato! E’ un’opportunità pregiata perchè inizi a stare meglio (anche con il resto del mondo).
  • Sviluppare la positività e la felicità perchè vedi la vastità del mondo, l’innumerevole quantità di persone e situazioni, di conseguenza non ti attacchi a pensare alle piccole cose e i tuoi problemi sembrano quasi sciocchezze.

Viaggiare non allontana dai problemi.. “Puoi anche andare dall’altra parte del mondo, ma se non esci da certe stanze della tua mente, abiterai sempre nello stesso luogo” Però vagare aiuta ad affrontare; quando ti si ripropongono le stesse situazioni e gli stessi problemi sei più propenso a vederli, capirli e prenderli per le corna.

E’ più forte di me, quando penso a ripartire o programmo un nuovo viaggio mi sento come una bambina che apre i regali a Natale.

E’ una delle poche cose che fai spendendo soldi ma ti arricchisce di esperienze e conoscenze.

Viaggiare è la medicina.

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