Il Monte Kenya: escursione sul trono del Dio Ngai

Escursione Monte Kenya - WanderGirls italia
Siete pronti per un’escursione sul Monte Kenya?

La mia avventura sul trono del Dio Ngai e’ stata fatta in compagnia di due amici e di mio padre; avevamo tutti con buona preparazione in fatto di montagna.

Dopo esserci organizzati al meglio, abbiamo deciso di fare l’escursione in totale autonomia,  di alloggiare in tenda e il nostro percorso prevedeva di rimanere per quattro giorni all’interno del parco.

Ecco il nostro itinerario sul Monte Kenya!

1°GIORNO: Dal Sirimon Gate all’Old Moses.

L’escursione ha inizio al Sirimon Gate (2690 mt), dove si paga l’ingresso al parco che dista circa 23 chilometri dalla cittadina di Nanyuki.

Da qui si cammina per nove chilometri su una strada sterrata all’interno di una foresta afro-alpina e si attraversa la linea dell’Equatore fino ad arrivare al primo rifugio Old Moses a 3300 metri di altitudine.

Dopo aver montato la tenda e preparato la cena – guardando con un po’ di invidia le numerose portate preparate dai cuochi per i loro gruppi di escursionisti – ci siamo coricati per essere riposati per il giorno successivo!

2°GIORNO: verso lo Shipton’s Hut.
Il secondo giorno ci siamo svegliati di buon’ora… un po’ inumiditi dalla brina notturna!

Dopo aver fatto un abbondante colazione, siamo ripartiti alla volta dello Shipton’s Hut (4200 mt).

Il percorso ha una durata di circa sei ore.

Il paesaggio cambia molto rispetto al giorno precedente, la foresta sparisce e si cammina lungo uno stretto sentiero immerso nella brughiera.

Si attraversa la valle del fiume Ondulati, poi quella del fiume Liki North e infine la valle di McKinder, lungo numerosi saliscendi.

Il sentiero non è difficile, ma a volte si puo’ incappare nella macchia bassa o nel fango e può diventare più complesso durante le stagioni di pioggia.

La valle di McKinder si apre direttamente sullo Shipton’s Hut e alla sua magnifica vista dal basso delle imponenti cime Batian e Nelion.

L’altitudine e il freddo qui si fanno sentire e la notte da tracorrere in tenda sara’ di poco ristoro!

3°GIORNO: Teleki Lodge attraverso il circuito sommitale.
Dallo Shipton’s Hut è possibile puntare direttamente alla vetta Lenana, ma noi abbiamo deciso di allungare l’escursione e percorrere il cosiddetto circuito sommitale fino al Teleki Lodge (4300 mt).

Il circuito è molto panoramico in quanto gira attorno alle principali cime del Monte Kenya mantenendosi tra i 4300 ei 4800 m.

Il percorso corre vicino alcuni piccoli laghi di origine vulcanica che a causa (o per merito!) delle basse temperature presentano acque turchesi da favola.

E’ possibile anche ammirare magnifico scorcio del Gate of the Mists, la spaccatura tra le cime Batian e Nelion, che fa penetrare la nebbia che spesso e volentieri copre le due vette.

La difficoltà maggiore trovata durante il circuito sommitale  è stata, appunto, la nebbia: il sentiero di per sé in alcuni tratti è nascosto e con una visibilità ridotta a pochi metri. Non nego di aver temuto di esserci persi in più di un’occasione!

Ma ricordo ancora la gioia nel vedere il Teleki Lodge ai piedi della vallata.

Qui ci siamo concessi una notte di “lusso” dormendo all’interno del rifugio… anche perché il giorno successivo ci avrebbe aspettato una levataccia!

4°GIORNO: Alla conquista di punta Lenana.

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Questo giorno per noi è iniziato alle 3:00 del mattino.

Da programma abbiamo lasciato gli zaini nel rifugio, portando con noi solo abiti pesanti, berretta, guanti, torcia e qualcosa di caldo da bere. Così alleggeriti eravamo pronti per arrivare sulla vetta Lenana per vedere l’alba.

Il primo tratto è piuttosto paludoso e con l’oscurità evitare l’acqua non è cosa facile!

Salendo la vegetazione sparisce, lasciando posto ad una morena creatasi con lo scioglimento dei ghiacciai e successivamente ad un ripido ghiaione che mentre lo si percorre sembra non finire mai.

In questo paesaggio quasi lunare si trova l’Austrian Hut (4790 m) che per noi è stato un ancora di salvezza. È un bivacco completamente spoglio, ma che è stato utile per riposarsi e, soprattutto, scaldarsi un po’ in attesa dei primi raggi di luce per affrontare l’ultima ora di camminata per arrivare alla cima Lenana. 

Qui il sentiero è stretto e roccioso, affiancato dal Lewis Glacier: il ritiro dei ghiacci l’ha reso sdruciolevole, ma  è possibile aggrapparsi ad una catena che porta dritta alla vetta.

Il freddo, la nebbia e le pietre ghiacciate rendono il tratto più impegnativo, ma giunti alla vetta troverete un cartello di congratulazioni e la bandiera Kenya ad accogliervi!

Per un italiano arrivare su punta Lenana può avere un valore storico aggiunto: nel 1943 Felice Benuzzi e sue due suoi compagni arrivarono qui dopo essere scappati da un campo di prigionia a Nanyuki, per poi riconsegnarsi non avendo altre vie di fuga.

Da questa epica avventura nasce libro “Fuga sul monte Kenya”.

Non potendo godere molto del panorama data la nebbia, abbiamo iniziato la discesa verso l’Austrian Hut e il Teleki Lodge, dove si siamo rifocillati, abbiamo ripreso i nostri zaini ed abbiamo continuato il percorso.

Ci aspettavano circa quattro ore di camminata per scendere fino al Met Station Hut (3000 mt). Il percorso attraversa la Teleki Valley lungo il fiume Naru Moru in una brughiera con terreno fangoso e un sentiero spesso inesistente; l’unico modo per non perdersi è seguire i segnali rossi verniciati su pilastri di legno fino a che si arriva alla foresta, dove il sentiero torna ad essere ben visibile, fino alla stazione metereologica/rifugio, il luogo dove abbiamo ripiantato la nostra tenda.

Essendo entrati nel parco nel primo pomeriggio avevamo la mattinata per raggiungere l’ingresso del parco (2400 m) distante otto chilometri lungo una strada sterrata; da qui abbiamo preso delle moto-taxi che ci hanno portato alla cittadina di Naru Moru.

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E cosi’ e’ conclusa la nostra avventura sul Monte Kenya.

La salita sul Monte Kenya è stata senza dubbi l’esperienza  che più ha messo alla prova la mia resistenza e la mia tenacia: per questo la consiglio a tutte le donne che adorano affrontare ogni giorno nuove sfide.

Come già detto, il Parco Nazionale del Monte Kenya non è un luogo qualunque: qui si trovano habitat, flora e fauna che non possono essere trovati in nessun altro luogo.

Nonostante tutte le difficoltà provate e descritte tornerò  sul Monte Kenya per un’altra escursione,cambiando l’itinerario per vedere un altro lato.

Il Monte Kenya e’ un posto unico che ha portato la wandergirl che c’è in me a voler scoprire e provare nuove avventure e allo stesso tempo, con il silenzio totale della montagna e suoi indescrivibili cieli stellati, a trovare la pace e la serenità dentro me stessa.

About Laura Mariani

"Per me la ragione è il Kenya, con il mio grande amore e la mia vita semplice". Laura vive in Kenya da oltre due anni ed e' ci porta WanderGirls Italia alla scoperta di questo magico paese.

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