Eleonora Pischedda

Eleonora - WanderGirls Italia

“Viaggiare è anche allontanamento, paura e lacrime.

Ma solo quando imparerai a concepire quel dolore per il distacco come una forza propulsiva, allora riuscirai a vivere la tua vita nella sua vera essenza, pur con la consapevolezza che ci sarà sempre e solo un posto che chiamerai casa, sempre e solo una DOMO MEA.”

CHI. Mi chiamo Eleonora e questa è pressoché l’unica inequivocabile certezza della mia vita.

Da quando ho terminato gli studi ha avuto inizio un periodo di totale imprevedibilità e progetti a breve termine che si susseguono timorosi che il tempo non sia mai abbastanza per fare tutto ciò che si desidera.

Dal giorno in cui la mia terapeuta mi disse che ero una maniaca del controllo ho fatto i conti con questo piccolo difetto di fabbrica prendendo la mia vita e rivoltandola da cima a fondo.

Ormai, a furia di uscire dalla mia comfort zone, non riesco più nemmeno a stare seduta su un divano… e dire che mi è sempre piaciuto molto!

DOVE. Dalla Sardegna sono partita alla volta della scoperta del mondo, con la convinzione che tutto ciò che non si conosce ci fa paura e, personalmente, non c’è cosa che tema più della paura.

Ho vissuto a Londra, Dublino e un po’ ovunque in Australia; ho viaggiato in molti paesi europei come Irlanda, Scozia, Inghilterra, Francia, Spagna.

Ho sviscerato da nord a sud la Thailandia, assaporato un po’ di Malesia e fagocitato l’intera Australia.

COSA. Cosa odio? I mezzi termini, le persone che non pensano prima di parlare, la cattiveria gratuita, l’egoismo, gli ignavi e l’insensibilità.

Ma soprattutto odio, detesto intensamente tutti quelli che mangiano senza ingrassare.

Cosa mi piace? La letteratura, la bellezza delle arti che riesce sempre a trascendere ogni barriera d’odio che l’uomo crea, il sarcasmo, il politicamente (super)scorretto e l’umorismo nero. Del resto, l’ironia è l’unica cosa che riesca a rendere accettabile l’inaccettabile.

PERCHE’. Sono una sognatrice e credo in un mondo fatto di amore e giustizia, in cui tutti i bambini possano vivere la loro infanzia e le donne abbiamo gli stessi diritti degli uomini, un mondo in cui la compassione e la generosità abbiano la meglio.

Credo nel contributo del singolo e per questo scrivo.