E guardo il mondo da un oblò…

WanderGirls italia - expat life

Pensieri sparsi tra playlist Spotify e sogni al tastasal.

Esempio pratico della vita da expat: è un giorno qualsiasi in un ufficio qualunque, dove il panico natalizio è iniziato a fine agosto e il team – due spagnole, due francesi e un’italiana – si trova tutto insieme per un brainstorming su cosa inventarsi quest’anno.

E guardo il mondo da un oblo' - WanderGirls italia

“A cosa pensi quando senti la parola Natale?” 

Ovviamente il momento è topico e le risposte fioccano numerose : “Alla famiglia, ai dibattiti di calcio durante il pranzo, ai ma quanto sei cresciuto dei parenti…”

Ed è quando meno te lo aspetti che arriva il colpo di scena spagnolo che ti fa capire quanto tutto sia diverso negli altri paesi. “Comunque a noi i regali li portano i Re Magi”.

La Francia rincara la dose facendo capire che per loro a Natale gira tutto intorno al cibo “Tacchino, ostriche, salmone, champagne, Fois Gras, Vive le vent…”.

L’Italia non è da meno con una lista che solo un Italiano Vero potrebbe capire: da Michael Bublé, al pandoro, a Vacanze di Natale a Cortina. E poi arriva la botta finale :“E lo sapete che qui in Irlanda aspettano la viglia di Natale per fare l’albero?”.

Con gli occhi sgranati e dubbi esistenziali in atto, ti avvicini al primo italiano che trovi, sussurrando un paio di parole chiave per testare la reazione: “Massimo Boldi e De Sica, è meglio il pandoro o il panettone, buttati che è morbido”.

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Perché è proprio in momenti come questi, quando la gente ti guarda e ti chiede cosa sia il pandoro, che tu ti senti catapultato in una sorta di mondo parallelo e senti l’immediato bisogno di ascoltare la tua playlist Vintage Italy su Spotify.

E se tutto ciò non bastasse, al ritmo di Tintarella di luna e La notte vola, mandi un messaggio a tua mamma esigendo che, la prossima volta che torni in Italia, ti cucini un risotto al tastasal con i fiocchi, seguito da pearà con contorno di pearà!

“Allora perché non torni indietro?”

Che ogni expat che si rispetti soffra di momenti di nostalgia acuta è innegabile.

E non solo perché non può mangiare pizza tutti i giorni o perché prima di provare la pasta in un ristorante si fa il segno della croce.

Ovviamente manca la famiglia, la facilità con cui si andava a pranzo da mamma e papà la domenica, ascoltarli parlare in dialetto e aspettare con ansia le caldarroste in Pizza Erbe.

Ma la bellezza di imparare a condividere la tua italianità con il mondo, l’entusiasmo con cui ti arricchisci confrontandoti con realtà così simili ma così diverse, le risate nell’ascoltare le tue colleghe spagnole cantare a squarciagola Raffaella Carrà… tutto questo non ha davvero prezzo, e ti insegna che essere italiani è bello, ma essere cittadini del mondo lo è ancora di più!

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