Come affrontare il Natale da expat

Quest’anno ho trascorso con mio marito il nostro primo Natale al caldo. Lontano dalle nostre famiglie.

No, non siamo andati in vacanza ai Caraibi, siamo rimasti a Melbourne, la città che da sei mesi chiamiamo casa.

Perché essere un expat è anche questo. Essere un expat può significare anche trascorrere il Natale lontano dalla tua famiglia.

Per evitare che la nostalgia e la confusione ci travolgesse – sì, vi assicuro che 30 gradi a dicembre confondono parecchio – abbiamo deciso di farci una piccola vacanza a Phillip Island e ci siamo distratti tra pinguini, koala, pellicani e wallabies.

 

Devo dire la verità: questa nuova esperienza natalizia è stata decisamente interessante!

Ci sono state, però, due difficoltà in questo primo Natale da expat che ho dovuto affrontare.

La SOLITUDINE

Il periodo natalizio è sempre stato speciale per me. Natale significa trascorrere il tempo con la mia famiglia – e per famiglia intendo genitori, fratelli, sorelle, suoceri, cugini, zii e chi più ne ha più ne metta.

Natale significa la cena della Vigilia a casa nostra con tutti i preparativi, la coda per acquistare il pesce da Orobica Pesca ed, infine, la bella serata con le nostre famiglie.

Natale significa il pranzo di Natale dalla mamma con tutti i parenti, tanto cibo, ottimo vino, la tombola, il Karaoke, la Briscola e la copertina davanti al camino accesso.

Natale significa anche vacanze in montagna e sciate in neve fresca.

Ecco, quest’anno è stato un Natale in due. Avremmo potuto festeggiarlo con gli amici che in questi mesi abbiamo conosciuti. Ma Natale è famiglia. E quest’anno Natale è stato per noi. Cibo e buon vino non sono, comunque, mancati.

L’ESTATE

Vivere in Australia aggiunge un’altra difficoltà alla vita da expat: a Natale non nevica, non fa nemmeno freddo. Se ti va bene trovi vento e 20 gradi come è capitato a noi a Phillip Island, ma potresti tranquillamente trascorrere Natale in spiaggia.

Capite bene la fatica nel cercare di farci avvolgere dallo spirito natalizio quando il meteo ti dice tutt’altro. Certamente non è il clima ideale per grandi abbuffate e copertina davanti al camino. Ma siamo persone toste noi – non ci saremmo trasferiti in Australia, no? – e non abbiamo mollato!

Abbiamo comprato un bell’alberello con tanto di luci e decorazioni e la mattina di Natale abbiamo partecipato alla Messa.

Ecco, il momento della messa non è stato facile.

Noi italiani siamo abituati bene: le nostre chiese sono importanti, imponenti, ricche di storia e di cultura.

Ecco, le chiese australiane, soprattutto quelle di provincia, sono un pò più semplici. Non me ne vogliano gli australiani, ma la moquette in chiesa la eviterei fossi in loro.

Il rito è stato piacevole, ma semplice… difficile pensare che fosse la Messa di Natale finché non hanno intonato Bianco Natale.

Ecco, lì ho avuto un tentennamento. Bianco Natale?!? Ma state scherzando?!? Ci sono 30 gradi!

E in quel momento, avrei voluto essere a chilometri di distanza. Nella mia Bergamo, con le mie persone. Per un momento ho trattenuto il fiato, mille domande mi hanno assalito in un secondo. Quelle domande che tieni lì da parte per i momenti speciali come questi. Non avevo risposte. Ho continuato a trattenere il fiato.

Poi mi sono voltata, ho visto il mio bel maritino e tutto ha avuto di nuovo senso.

In ogni caso, oggi ringrazio la Befana che è venuta a portarsi via tutte le feste. 

Ecco, quindi, i miei consigli per affrontare un Natale da expat:

  • Evitare di replicare le stesse tradizioni che avevate a casa. Non funziona, vi renderà solo più malinconici.
  • Fatevi una vacanza o anche solo una gita fuori porta.
  • Chiamate le persone che vi mancano di più. Condividete le cose che state facendo e fatevi scaldare il cuore dal loro amore.
  • Trascorrete il giorno di Natale con persone a cui tenete davvero. Non state per forza con gente a caso solo perché “a Natale non possiamo essere da soli”.
  • Godetevela. Davvero, godete di quello che state vivendo, perché state vivendo un’esperienza unica. Difficile per certi versi, ma unica. E poi, siamo sinceri… almeno una volta abbiamo pensato tutti: “l’anno prossimo vado via per Natale, cosi mi evito tutti questi pranzi con parenti!”.
  • Lasciatevi emozionare. Non trattenere la malinconia quando si presenterà, perché per quanto cercherete di ignorarla, ad un certo punto busserà. Tanto vale lasciarla entrare.
  • Riempite la casa di Natale: luci, albero, decorazioni. Natale è pur sempre Natale.

E, soprattutto, mangiate e bevete. Se i miei consigli non vi sono stati utili, allora bevete tanto. L’alcol aiuta sempre.

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