Cinque giorni tra Copenaghen e Malmo

Copenaghen - WanderGirls italia
Da quando vivo a Bruxelles, ho l’abitudine di scegliere per le vacanze sempre mete più a sud di dove vivo, perchè in Belgio, le ore di luce in inverno sono davvero poche e il mio bisogno di vitamina D, invece, sempre più alto.

Visto che nei mesi scorsi, ero già stata per alcune settimane al mare, decido insieme al mio fidanzato di ritagliarmi cinque giorni per visitare il Nord e “voliamo” a Copenaghen senza né spulciare troppo internet, né ascoltare troppi feedback di amici, ma con tanta voglia di vivere tutto ciò che incontriamo.

GIORNO 1:  Nyhavn e dintorni

Atterriamo all’aereoporto, senza cambiare soldi perchè ci accorgiamo che ovunque, si può pagare col bancomat, perfino il biglietto della metro.

Prendiamo una mappa (ce ne sono tante sparse in giro) e saliamo nella prima metro che va verso il centro.

Non è troppo affollata, così ci salta all’occhio la parte anteriore e ci rendiamo conto, che è senza conducente!

Subito la nostra curiosità sale e cominciamo ad osservare i tunnel pieni di sensori. Realizziamo che, per la prima volta, siamo su una metro automatica. Fa un certo effetto all’inizio, poi mi viene voglia di mettermi seduta ai primi posti e godermi lo spettacolo.

Scendiamo a Norreport e ci tuffiamo nel quartiere di Nyhavn, l’antico porto della capitale danese, famoso per essere stato luogo d’ispirazione dello scrittore Andersen.

Ci ha immediatamente ammaliati con i suoi meravigliosi colori riflessi sul canale dove il sole rendeva tutto pittoresco.

Mentre passeggiamo sul canale, tra i vari bar, ammiriamo tutta la sua grandezza e decidiamo, considerando i pochi giorni a disposizione, di fare il giro in barca.

Durante il giro col battello ammiriamo:

  • il teatro per il balletto.
  • l’Operahuset,
  • lo Skuespilhuset,
  • la chiesa di Holmen,
  • il palazzo Amalienborg,
  • il museo nazionale,
  • lo street food e le vie più nascoste di Christiania.

Ma quando si giunge alle spalle della Sirenetta (meglio conosciuta come “Little Mermaid”), è il momento in cui avverti di essere dietro al simbolo della città.

Finito il giro in barca ci dirigiamo verso l’appartamento ed esploriamo la zona dove abbiamo deciso di soggiornare, un po’ in periferia, ma calma, ben servita da supermercati e mezzi di trasporto e in prossimità di un parco.

GIORNO 2: il Castello di Rosenborg, il parco di Tivoli… e molto altro!

Sveglia e colazione con calma, arriviamo nel castello di Rosenborg poco prima di mezzogiorno, ora in cui partiranno le guardie per raggiungere il palazzo reale, per il cambio della guardia.

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Sì, perché a Copenaghen le guardie attraversano la città a passo di marcia, costeggiando ciclisti, pedoni e automobilisti fino a raggiungere il palazzo Amalienborg.

Uno spettacolo suggestivo nonchè divertente, soprattutto nella piazza ottagonale di Amalienborg.

Tivoli - Copenaghen

Partiti da lì, ci fermiamo in uno dei tanti chioschi che preparano hot dog, tipico cibo take away danese.

Poi è la volta dei giardini di Tivoli, il secondo parco giochi nel mondo.

Appena entrata resto per diversi minuti con il naso all’insù per la sua bellezza. Tutto costruito in stile esotico e orientale con almeno una cinquantina di bar, ristoranti e gelaterie, una decina di negozi, teatri con spettacoli di mimo e concerti e giostre di ogni tipo.

Tra un giro e l’altro sulle giostre ci godiamo un’altra giornata di sole sulle sdraio del parco, assistendo alla sfilata dei personaggi della Walt Disney,ed a un concerto ed uno spettacolo di luci sull’acqua.

GIORNO 3: Christiania

E’ la volta di Christiania, il quartiere hippy in stile figli dei fiori, dove vige il peace and love (ma anche “and cannabis”).

Più che un quartiere, scopriamo un vero stile di vita.

E’ ampio, ma decidiamo di visitarlo tutto. Mentre camminiamo vediamo numerosi murales e diverse creazioni colorate,

Usciti, a pochi passi da lì, si trova la chiesa del Nostro Redentore dalla torre altissima dove tutti i turisti sono in fila per salire e scattare una panoramica.

Noi, invece, ci incamminiamo per esplorare Island Brygge. Un’oasi di pace, architettura, design e d’eleganza, dove la gente si rilassa nei momenti liberi, sorseggiando cocktail e tuffandosi in acqua per nuotare o fare sport d’acqua.

Più tardi decidiamo di visitare una fermata metro ancora a noi sconosciuta, così scegliamo Frederiksberg che è un comune danese, ma vista l’ora di cena, esploriamo solo le zone limitrofi alla metropolitana e ci imbattiamo con il ristorante Blaabjerg & Madsen, vincitore 2018 per il miglior hamburger di Frederiksberg. Delizioso!

GIORNO 4: Malmo

Il quarto giorno scegliamo di sportarci in treno attraverso il ponte dell’Oresund dove, con 30 minuti circa da Copenaghen, si può scoprire Malmo, la terza città più grande per popolazione della Svezia ed una delle gemme della Scandinavia.

Mentre ci incamminiamo alla scoperta del Turning Torso di Calatrava, l’edificio a spirale più alto della Svezia, notiamo tantissimi giovani presenti in citta’ grazie alle diverse università che offre.

Camminando ci rendiamo conto di quanto il quartiere di Vastra Hamnen sia all’insegna del design e della sostenibilità ambientale.

In prossimità si trova anche l’antico porto e, proseguendo la passeggiata, scopriamo la spiaggia lunghissima di Ribersborg.

Poiché si sta facendo sera finiamo nella Lilla Torg – che vuol dire piccola piazza in svedese – caraterizzata da negozi e diversi locali.

Ci fermiamo per un aperitivo in compagnia ancora dei raggi di sole. Non possiamo lasciare la città senza mangiare locale, così – dopo una ricerca su internet – scopriamo il ristorante Bullen: simpatico ambiente dallo stile retrò dove gustiamo delle polpette di vitello in salsa di wisky troppo gustose, accompagnate da purè, cetrioli e ribes e carne di maiale fritta con una succulenta salsa di cipolle e patate bollite .

Tornando verso la stazione, ammiriamo il ponte degli artisti, chiamato così perché ci sono le scarpe di diversi artisti di Malmo, tra cui musicisti, cantanti, attrici.

GIORNO 5

Il qunto giorno si conclude la nostra vacanza e rientriamo a casa.

Abbiamo in programma di tornare in Danimarca, magari salendo ancora più a nord.

Ma per ora, come si dice in danese, tak!

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