Bambini con la valigia: consigli utili per affrontare le vacanze fai da te

Ti vedo, genitore, mentre il tuo sguardo scorre sullo schermo del computer osservando le immagini di quella che vorresti fosse la tua prossima vacanza.

I dubbi e le preoccupazioni ti riempiono la testa: “Sarà il caso?” “Non è troppo piccolo?”

“Quali oscure e sconosciute malattie si potrebbe prendere?” “Cosa mangerà?”

“Sarò il grado di sopravvivere al viaggio in aereo senza buttarmi dal finestrino per la disperazione?”

Chi ama viaggiare difficilmente ci rinuncia.

Anche se la nascita di un figlio può sicuramente comportare alcuni “cambi di rotta”, vi assicuro che è possibile vedere – e fargli vedere – il mondo senza che vi rinchiudiate in qualche resort super lussuoso perdendo il vero significato del viaggio.

Si può dire che mio figlio sia nato con la valigia in mano: ha preso il suo primo volo a 40 giorni e ora, a quasi tre anni, ha già visitato  12 paesi!

La buona riuscita del viaggio dipende da una perfetta organizzazione, da una buona dose di (auto)ironia e dall’utilizzo  della frase “fa lo stesso” come mantra!

Se questo non fosse abbastanza ecco 6 consigli che vi convinceranno del tutto!
  • L’età è solo un numero, ma non per le compagnie aeree.

Secondo la mia esperienza il miglior periodo per viaggiare è quando sono neonati. Innanzitutto dormono più o meno ovunque se c’è la mamma vicino, bevono latte quindi non ci sono problemi di alimentazione e… non pagano il biglietto!

Il primo viaggio “ufficiale” di mio figlio è stato in Giordania a  cinque mesi: a Petra dopo aver fatto 900 scalini l’ho allattato in una specie di “bar” sotto una tenda beduina.

Gli stessi beduini in realtà erano increduli ed incuriositi da questo fagottino silenzioso che si guardava attorno incuriosito.

Anche intorno all’anno di età, specialmente se non hanno ancora imparato a camminare e quindi a sfuggirvi da tutte le parti, è una buna età.

Più difficoltoso tra l’anno e i 18-20 mesi: la voglia di esplorare e di testare i limiti più la capacità di linguaggio ancora poco sviluppata rendono un po’ più difficile la gestione del bambino.

Meglio optare per delle mete rilassanti, dove non ci si debba spostare troppo con i mezzi come ad esempio le isole della Thailandia o qualche bella capitale.

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  • Partite leggeri, le lavatrici esistono anche nel resto del mondo.

Lo sappiamo che il cambio d’abito per i bambini è d’obbligo: riuscirebbero a sporcarsi i vestiti anche se ricoperti di celophan.

Portarsi enormi valigioni, specialmente se si progetta un viaggio itinerante, è controproducente.

Non solo dovrete sollevarle, ma rischiate di perdere qualcosa (o qualcuno!) dovendo tenere d’occhio il set di valige, i figli, il traffico, l’ombrello, l’orario dell’aereo, i documenti per partire.

Generalmente noi partiamo con una valigia da 25/30 kg massimo per 15 giorni e uno zaino.

Il segreto è portare tutto in lavanderia e far fare il lavoro sporco agli altri!

Oltretutto le lavanderie in molti paesi – come sud est asiatico, sud Africa o (parte del) Medio Oriente – non sono costose come in Europa o Italia.

E se finiscono le magliette pulite? Fa lo stesso! Vostro/a figlio/a sopravviverà anche con una maglietta leggermente macchiata!

Un’altra opzione è scegliere di prenotare appartamenti dotati di lavatrice.

  • Le polpette della nonna non stanno in valigia.

Siamo tutti d’accordo: come si mangia in Italia non si mangia da nessuna parte.

Se però vostro figlio/a è abituato a mangiare pasta fresca all’uovo tirata a mano, con sugo ai pomodori coltivati solo sotto il sole della Toscana e raccolti da suore cieche, bhè avete una problema!

Se il bambino è un picky eater – come dicono gli inglesi – a casa, lo sarà anche in viaggio, se è un mangione a casa può darsi che diventi più schizzinoso in vacanza.

Ma sapete cosa vi dico? Fa lo stesso! I bambini non sono stupidi, se hanno fame, mangiano.

Considerate che devono fare i conti – come gli adulti del resto – con fuso orario e ritmi diversi, quindi non preoccupatevi troppo se saltano qualche pasto o sopravvivono con un solo alimento.

Oggi giorno comunque tutti i ristoranti o quasi hanno menu per bambini con pasta e pizza, anche in Asia e India si troverà sempre riso in bianco e pollo giusto per citare le alternative più salutari.

Ad 1 anno di età abbiamo fatto un viaggio tra Bali e Singapore e ho deciso di portarmi una serie di pasti pronti da scaldare all’ occorrenza: ovviamente non li ha voluti e voleva i noodles!

  • Se hai un marito, usalo!

Come a casa anche in vacanza la suddivisione dei compiti è d’obbligo.

L’importante è avere uno ‘schema d’azione’ in modo tale che ognuno abbia una specifica mansione.

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  • Malattie & altre amenità.

Che siano a casa o in vacanza i bambini si ammalano. Capita.

Non importa che gli lavi le mani sessanta volte al giorno con acido muriatico o che tu gli metta la tuta da sci con 20 gradi: la febbre è dietro l’angolo.

È sempre bene portare tutti i medicinali che comunemente si usano a casa e fare in un’assicurazione di viaggio se si esce dai confini europei (e sapere quali sono le strutture più consigliate, specialmente in paesi asiatici in cui il sistema sanitario è oggettivamente molto carente).

Cosa fare se il bambino si ammala?

Si fa quello che si fa a casa: riposo e coccole.

In un viaggio a Baku (Azerbaijan) mio figlio ha preso un virus gastrointestinale con febbre altissima (che poi, ovviamente, ci ha attaccato). Ci trovavamo in un museo e si è ricoperto letteralmente di cacca.

E si qui è tutto abbastanza nella regola, se non fosse che per la prima volta in quasi due anni mi ero scordata i vestiti di ricambio!

Soluzione? Mio marito è uscito a cercare dei vestiti (trovando una “deliziosa” tutina da ginnastica stile bambino povero in URSS) mentre mio figlio girava in pannolino e maglietta per il museo.

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  • Conosci tuo figlio e troverai la meta.

Non tutte le mete sono adatte a tutte le età e a tutti i bambini.

Se state pensando che mio figlio sia un angioletto pronto ad ubbidire ad ogni nostra richiesta, vi sbagliate di grosso.

È un bambino molto attivo e testardo e bisogna avere mille occhi.

Solo voi sapete cosa può “sopportare” vostro figlio e cosa no: se odia stare in macchina eviterei di organizzare un viaggio ‘on the road’ ad esempio.

Rispettate i suoi ritmi – non mettetelo a letto alle due perché volete andare a ballare –ma allo stesso tempo non siatene schiavi.

Se è il momento di dormire dormirà anche su una panchina. Alcune cose, almeno sino ad una certa età, è meglio scordarsele: non solo le ore piccole, ma anche i musei.

Ai bambini piace giocare, specialmente sino ai 3-4 anni non vi sarà null’altro nella loro testa: organizzate la giornata in modo che abbiano tempo per sfogarsi, correre e magari incontrare altri bambini.

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Pronti a partire?

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